Progetto MAREA
SOP al fianco di Acqua Novara VCO e UpToFarm per una risicoltura più sostenibile
Giovedì 25 Giugno 2026
Questa mattina, giovedì 25 giugno, abbiamo presentato ufficialmente MAREA (Mitigation and Agroecology for Rice Ecosystems and Aquatic Environments) nella sede di Acqua Novara VCO: il progetto che unisce ricerca scientifica, istituzioni e filiera risicola per dimostrare che efficienza produttiva, qualità delle acque e azione climatica possono camminare insieme.
Siamo orgogliosi di essere parte di questo percorso, insieme ad Acqua Novara VCO e a UpToFarm (spin-off del Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Torino): per la prima volta la nostra tecnologia viene applicata e validata scientificamente in uno dei distretti risicoli più importanti d'Europa, in un momento in cui la disponibilità d'acqua e la sostenibilità della filiera sono questioni tutt'altro che teoriche.
Una mattinata di istituzioni, scienza e filiera
Ad aprire i lavori è stato l'Assessore regionale all'Ambiente, Energia e Innovazione del Piemonte, Matteo Marnati, con un intervento che ha inquadrato il progetto dentro una cornice istituzionale tutt'altro che scontata. Marnati ha richiamato i numeri della crisi idrica piemontese (una richiesta agricola di circa 5 miliardi di metri cubi d'acqua a fronte di una disponibilità sempre più incerta) e ha collegato il tema della scarsità d'acqua a quello, per noi cruciale, della qualità dell'aria. È qui che l'intervento dell'Assessore ha toccato il punto che più riguarda direttamente il nostro lavoro quotidiano: l'aggiornamento del piano regionale per la qualità dell'aria, che riconosce nelle emissioni di ammoniaca legate all'agricoltura e alla zootecnia un fattore rilevante nella formazione del particolato secondario.
Ha richiamato un emendamento parlamentare che lascia alle Regioni la facoltà di scegliere come intervenire, dal blocco dei mezzi Euro 5 a limitazioni per gli allevamenti, oppure misure alternative, purché scientificamente validate, e ha detto che la Regione Piemonte ha scelto la seconda strada, puntando sul principio di neutralità tecnologica.
Marnati ha osservato che i sistemi innovativi vengono spesso guardati con diffidenza proprio perché nuovi, ma ha aggiunto: "non possiamo dire solo no, dobbiamo trovare soluzioni alternative".
Acqua Novara VCO
Il valore del riuso e la sostenibilità del territorio
A seguire, Daniele Barbone, Presidente di Acqua Novara VCO, ha illustrato la strategia industriale dell'azienda: oltre mezzo miliardo di euro di investimenti programmati fino al 2036, una rete che gestisce più di 700 fonti attive su 139 comuni, e un progetto di restituzione delle acque depurate al mondo agricolo che parte dagli impianti di Novara, Cerano, Borgomanero e Dormelletto.
Barbone ha insistito su un concetto semplice e potente: cancellare la parola "scarto".
L'acqua restituita all'ambiente non è un residuo, ma una risorsa da valorizzare: una visione che si intreccia naturalmente con il nostro modo di intendere l'agricoltura rigenerativa.
Il progetto MAREA e la tecnologia SOP Inside®
Il nostro CEO e co-fondatore Marco Poggianella ha quindi presentato nel dettaglio il protocollo sperimentale al centro di MAREA: l'applicazione, in fase di semina, di una soluzione basata sulla tecnologia SOP Inside®, al dosaggio di soli 400 grammi per ettaro. L'obiettivo è riattivare i microrganismi benefici già presenti nel suolo, senza introdurre alcun elemento estraneo all'ecosistema, per favorire lo sviluppo dell'apparato radicale del riso e una maggiore efficienza nell'uso dei nutrienti.
Il ricercatore Marcello Chiodini, PhD in Agroecologia, ha presentato i primi dati di campo dalle sperimentazioni in corso a Vespolate e Borgo Lavezzaro, mostrando come le piante trattate con la soluzione SOP sviluppino, già nelle fasi precoci, un apparato radicale visibilmente più ricco di radici capillari rispetto al controllo non trattato: un'evidenza che lascia presagire bene per i risultati finali.
A completare il quadro scientifico, Simone Pelissetti di UpToFarm ha illustrato la metodologia delle camere statiche utilizzata per misurare con precisione le emissioni di gas climalteranti direttamente in campo, dati che confluiranno in una presentazione a COP31 ad Antalya, nel novembre 2026, e successivamente in una pubblicazione scientifica.
Ente NazionaIe Risi
Il valore della filiera e del territorio
Particolarmente significativo l'intervento della Presidente dell'Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che ha restituito la dimensione reale della filiera: l'Italia è la prima nazione produttrice di riso in Europa e il Piemonte la prima regione, con circa 117-119 mila ettari coltivati: un patrimonio agroalimentare che, ha denunciato, l'opinione pubblica ignora quasi del tutto, in un settore oggi sotto pressione per la concorrenza asiatica e il rischio concreto di una contrazione della superficie risicola nazionale.
Bobba ha anche smontato con chiarezza un'idea diffusa: l'agricoltura non ruba l'acqua. La risaia, ha spiegato, funziona come una spugna che restituisce alla falda tutto ciò che le colture non assorbono, oltre a svolgere un ruolo termico essenziale per la pianta: un equilibrio che la siccità del 2022, con i suoi 27.000 ettari di riso persi tra Lomellina e Novarese, ha mostrato in tutta la sua fragilità.
Giuseppe Maio
Consigliere delegato della Provincia di Novara
Ha chiuso i lavori Giuseppe Maio, Consigliere delegato della Provincia di Novara, con una riflessione che ha riportato il discorso a una dimensione più ampia. Partendo da un richiamo ai quattro elementi di Empedocle, Maio ha sottolineato come il lavoro sull'apparato radicale del riso presentato durante la mattinata parli, in realtà, di un tema più generale: la qualità della produzione agroalimentare non può essere disgiunta dalla salute, intesa in senso ampio, non solo umana ma di tutte le specie e degli ecosistemi che la sostengono. Ha richiamato il rischio, già evidente in Europa, che le logiche della grande distribuzione finiscano per sacrificare la tutela delle falde acquifere e degli equilibri ambientali in nome di una filiera puramente commerciale, e ha ribadito un concetto che, in natura, parlare di "scarto" significa semplicemente non avere piena coscienza delle cose, perché lo scarto, in realtà, non esiste.
